Monthly Archives: dicembre 2011

AUGURI

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COME RISPONDERE ALLA VIOLENZA CHE HA COLPITO LA CITTA’ DI FIRENZE E TUTTI NOI

Da troppo tempo, quasi tra l’indifferenza delle forze democratiche, si stanno diffondendo nel paese, in particolare tra i giovani, rigurgiti fascisti che portano ad episodi di razzismo come quello di Firenze costato la vita a due cittadini senegalesi e il ferimento di altri tre.
Si parla di un folle isolato, di un razzista.
Troppo facile liquidare questo episodio, questo assassinio, come il gesto di un folle.
Chiamiamo questo fatto con il suo nome: un gesto di un fascista, figlio del revisionismo storico che in questi anni è stato portato avanti dal precedente Governo che, senza vergogna, ha fatto presentare ai suoi deputati due paradossali proposte di legge.
La prima, per abolire il Titolo XII della Costituzione, che vieta la ricostituzione del partito fascista, sotto qualsiasi forma; la seconda – che la maggioranza di centro destra approvò in Commissione Difesa – per prevedere il riconoscimento giuridico, e quindi anche il versamento di contributi finanziari ai combattenti della repubblica sociale, a coloro cioè che collaborarono con i nazisti in numerosi eccidi.
A questo si aggiunga che alcune forze politiche negano persino l’esistenza dell’Olocausto.
Siamo un paese che si dimentica troppo spesso di cosa è stato il fascismo.
Siamo un paese dove troppo spesso si vedono saluti romani e camicie nere e dove, il 28 ottobre, per ricordare la marcia su Roma, si va a Predappio.
Tutto questo impone a tutti noi una riflessione attenta  su questi fenomeni che fomentano il razzismo; e non si tratta solo di organizzazione dei fascisti in camicia nera, ci sono anche altre organizzazioni con camicie di altri colori.
Ancora oggi c’è troppa gente, in particolare chi non ha vissuto i 20 anni di dittatura
fascista e i 5 anni di guerra (che hanno causato la morte di 53 milioni di persone nel mondo), che pensa che il fascismo sia stato un fenomeno limitato e bonario e non
responsabile di deportazione, torture ed eccidi.
Evidentemente la cultura democratica che avrebbe dovuto insediarsi ad ogni livello, dopo la Costituzione nata dalla Resistenza, non riesce ad occupare il ruolo che le spetterebbe.
La Costituzione e i suoi principi sono, e dovranno sempre essere, patrimonio di tutti.
Non vorremmo che, magari tra poco tempo, tutto ciò che è accaduto, si dimenticasse.

Giorgio Vecchiani, Presidente Provinciale ANPI Pisa

ECCIDIO DELLA ROMAGNA: l’ANPI parte civile

COMUNICAZIONE:

Dopo la verifica della regolare costituzione delle parti, il PM ha illustrato gli esiti dei suoi accertamenti, rappresentando che l’imputato Josef Exner (di cui nel capo d’imputazione era indicata una data di nascita errata), risulta morto nel 1995. A tal fine ha prodotto tutta la documentazione a sostegno.

Per tale ragione, il Giudice ha dovuto pronunciare sentenza di non luogo a procedere per estinzione del reato.

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Da “Il Tirreno” del 14 dicembre 2011:

Tre Comuni, due Province e la Regione, insieme all’Anpi e a otto cittadini, chiedono giustizia nonostante siano passati 67 anni dai fatti, fatti come tanti altri finiti nel dimenticatoio di quello che è stato definito «l’armadio della vergogna».  Per l’eccidio della Romagna, si costituiscono parte civile, oggi pomeriggio, nell’udienza preliminare che si tiene al tribunale militare di Roma, i Comuni di San Giuliano e Vecchiano, per il territorio pisano, e di Massarosa, per la Lucchesia, e ancora le Province di Pisa e Lucca, la Regione Toscana e l’Anpi. Con loro uno dei testimoni diretti dei fatti, che risalgono all’agosto del 1944, e sette discendenti delle vittime del massacro, assistiti in questa loro battaglia legale dagli avvocati pisani Andrea Callaioli e Luigi Bimbi.  A Molina di Quosa, infatti, nella località detta La Romagna, sulla strada che porta ai Quattro Venti, furono radunate trecento persone, fra cui donne e bambini, per una presunta rappresaglia su civili inermi dovuta alla sola segnalazione, da parte di repubblichini, della presunta presenza di partigiani della Brigata Nevilio Casarosa sui Monti Pisani.  Parte di questa gente, donne e bambini, riuscirono a salvarsi; altri 69, 68 uomini e l’insegnante di lingue Livia Gereschi, 34 anni, figura di spicco della storia della Resistenza a Pisa, furono trucidati nelle campagne fra Pisa e Lucca l’11 agosto; mentre un altro centinaio dei rastrellati morì nei campi di lavoro per la costruzione della Linea Gotica e in campi di concentramento in Germania. A ridosso dei fatti un’inchiesta fu avviata dagli inglesi e dai carabinieri, ma non si arrivò mai all’individuazione dei responsabili e fu archiviata. È stato possibile riaprire questo terribile capitolo della storia locale grazie al Progetto Memoria portato avanti negli anni dal Comune di San Giuliano insieme all’università di Pisa. Si ricostruì che a dare l’ordine fu un maresciallo delle Ss, Josef Exner, classe 1911, di origine polacca, che all’epoca aveva 33 anni, ma che oggi compirebbe proprio un secolo.  Per questo il pm del tribunale militare di Roma aveva chiesto una nuova archiviazione dei fatti relativi all’eccidio, sostenendo che la persona oggi potrebbe essere scomparsa, richiesta respinta dal gip Luca Massimo Baiada, il quale ha ritenuto invece di procedere, data, per il momento, l’assenza di prova di questa scomparsa e date le testimonianze raccolte.