Formazione partigiana “Nevidio Casarosa”

RELAZIONE SULLA FORMAZIONE “NEVIDIO CASAROSA” DEL COMANDANTE ILIO CECCHINI

Il CLN di Pisa, pur avendo preso visione e considerazione di tali difficoltà esposte a più riprese dal sottoscritto, ritenedo necessario agire in maniera decisa e continuativa contro le forze naziste, dato l’avvicinarsi rapido del fronte, stabili di organizzare ugualmente  la formazione partigiana per svolgere azioni armate di maggiore entità che non le consuete operazioni delle locali squadre d’azione.

A tale scopo, nella seconda metà di maggio 1944, insieme ad un primo nucleo di uomini già appartenenti alle squadre d’azione riuniti sui monti pisani dal giovane MARTINI ULIANO ad Asciano, si venne costituebdo il distaccamento ”  Nevidio Casarosa” che iniziò la sua attività ai primi di giugno.

In un primo inquadramento il comando venne affidato al capitano  FRANCESCHI LUIGI da Ascianosostituito dopo pochi giorni dal CLN di Pisa col sottoscritto.

Il comandante della formazione è apolitico.

La formazione (organizzata dal CLN del Partito Comunista), che pure riuniva elementi della Democrazia Cristiana ed apolitici, aveva un considerevole numero di comunisti.

Dall’occupazione iniziale dei contrafforti sud dei monti di Asciano, la formazione si spostava con l’aumentare del numero dei rovesci a nord del Monte Faeta a quota 700 – 800 m.

La zona operativa comprendeva; i monti pisani e pianura circostante (Lugnano, Uliveto, Calci, Agnano, Asciano, San Giuliano Terme, Rigoli, Molina di Quosa, Ripafratta in provincia di Pisa; Santa Maria del Giudice, Catro, San Lorenzo, Santa Zita, Coselli e Vorno in provincia di Lucca).

La formazione era divisa in tre settori che, pure rimnanendo collegati al comando a mezzo di staffette, per la necesità di operare in zone distanti, avevano una relativa autonomia:

1° settore e comando: Monte Faeta

2° settore (del quale prese il comando il Ten. FOSCO DINUCCI lasciando il primo incarico di commissario politico): monti di Molina di Quosa

3° settore al comando di TEONILO BROGIOTTI: monti di Calci

Dopo il rastrellamento operato da considerevoli truppe tedesche il 10 agosto 1944, molti componenti della formazione si dispersero. I rimanenti formarono squadre volanti, rimanendo, nonostante le disastrose condizioni alimentari e la scarsità di munizioni, fino all’ultimo giorno su una posizione di combattimento.

Il distaccamento provvedeva alla propria alimentazione in collaborazione con i comitati locali e con abitanti della zona che offrirono aiuti.

Furono requisiti anche viveri a fascisti collaborazionisti, parte dei quali fu destinata alla popolazione.

Per comunicare notizie di carattere militare, furono inviati oltre Arno, per prendere contatto con gli Alleati, i partigiani FELLIN Eduino e DI PACO Sino.

Gli elementi della formazione: Dottor MONASTERIO Armando – KUFFERLE Giovanni – DEL BONO Uliano e DINELLI Giovacchino, erano distaccati in Asciano ed altri paesi vicino in contatto col C.L.N. per la compilazione di “Un Notiziario” della Liberazione che veniva distribuito alla popolazione insieme alla stampa clandestina ed al materiale di propaganda che giungeva da altre città.

Il Comando della Formazione era a contatto col C.L.N. di Lucca e direttamente col suo rappresentante sig. BALDASSARRI Gino (attuale sindaco di Lucca) ricevendo da detto Comitato aiuti in viveri e materiale.

Verso la metà di luglio e fino al 3 agosto si unì alla formazione un piccolo gruppo al comando del capitano dei Carabinieri CECCHERINI Mario che, pure rimanendo autonomo per il vettovagliamento e l’armamento, disimpegnò in quel periodo servizi di guardia e pattuglia accampando sulle pendici Nord del Faeta sopra S. Maria del Giudice

Il Comando della Formazione ha avuto sede sul Monte Faeta fino al 2 agosto, sul Monte Pruno (zona di Calci) fino al 10 agosto e di nuovo sui Faeta fino alla liberazione.

ATTIVITÀ DELLA FORMAZIONE:

20 giugno 1944 –
Una squadra del 1° settore attacca un automezzo tedesco sulla strada Asciano – S. Giuliano Terme danneggiandolo. Nella notte interrompe linee telefoniche attraverso il paese S. Maria del Giudice -Asciano asportando oltre 500 metri di filo.

4 luglio 1944 –Una squadra di 8 uomini del 3° Settore attacca verso Passo di Croce una pattuglia tedesca di 12 uomini Nell’imboscata rimasero uccisi 1 ufficiale e 2 soldati tedeschi, gli altri si dispersero.

7 luglio 1944 – Nel paese di S. Zita (Lucca) una squadra del 1° Settore attacca in pieno giorno due ufficiali della CNR in motocicletta al servizio dei nazisti, uccidendoli.

23 luglio 1944 – Una squadra di 7 uomini del 1° settore attacca nelle ore pomeridiane un osservatorio militare tedesco sulla Punta del Monte di Agnano eliminandovi l’ufficiale ed il soldato tedesco e danneggiando l’impianto.

24 luglio 1944 – Due squadre del 1° Settore sono inviate per controllare le mosse dei tedeschi e per attaccarli in caso di rappresaglie che potessero conseguire all’azione del giorno precedente. Le due squadre si appostano sulle pendici sud-ovest del Monte di Asciano presso la sede del Comando Tedesco; una squadra entra in azione contro una pattuglia tedesca che esce dal comando e che, colta di sorpresa, rientra nella sede e nelle case vicine. Gli uomini della squadra si spingono sotto le case lanciando bombe a mano I tedeschi sparano dalle finestre con armi automatiche – leggere e con un fucile mitragliatore. La seconda squadra invia alcuni uomini di rinforzo. Lasciando i rimanenti appartati in zona dominante col fucile mitragliatore Apre il fuoco contro la pattuglia tedesca formata di elementi delle batterie del piano chiamati di rinforzo. A S. Giuliano sono chiamati altri rinforzi tedeschi che accorrono. Dopo circa due ore di combattimento i tedeschi rinunciano ad attaccare colle proprie pattuglie, ma nel contempo una batteria germanica apre il fuoco contro il monte gremito di popolazione sfollata facendo vittime tra i civili (4 morti). Per evitare più crudele reazione e per lo scarseggiare delle munizioni le squadre si ritirarono rientrando nell’accampamento. In questa azione cadono colpiti a morte i partigiani: BARACHINI Paolo e CAPOCCHI Pirro, rimane ferito leggermente il partigiano Franco CONTI. Le perdite inflitte all’avversario ammontano a 8 morti tra cui ufficiali e sottufficiali e vari feriti tra i soldati secondo la versione dei singoli partecipanti all’azione, non essendo stato possibile al comando condurre accertamenti precisi data la successiva circoscrizione della zona da parte dell’avversario.

26 luglio 1944 – Una squadra del Settore attacca e distrugge un automezzo tedesco sulla strada statale n. 12

30 luglio 1944 – Una squadra del. 2° Settore, nella zona di Rigoli, giustizia, attaccando nella sua casa presidiata da soldati nazisti, un fascista repubblicano spia e guida delle SS. Nello scontro rimane ferito il partigiano PARDINI Giorgio.

1 agosto 1944 – Una squadra del 1° Settore giustizia un noto criminale fascista odiosissimo alla popolazione

3 agosto 1944 –
Una squadra di 10 uomini del 3° Settore cattura 4 tedeschi che stavano facendo razzie nella zona di Santallago e li passa per le armi.

10 agosto 1944 – Per opera di una spia fascista l’accampamento del Pruno, dopo un giorno ed una notte di intensa pioggia, viene attaccato all’alba da una compagnia tedesca avanzante da vari lati. Nonostante la sorpresa con reazione di fuoco e per la disciplina dei migliori partigiani, è possibile sganciarsi salvando la grande maggioranza del materiale. Nell’attacco rimangono colpiti a morte un russo e un turchestano. La spia fascista veniva giustiziata il 26/8/1944.

21 agosto 1944 –
Duna squadra del 2° Settore- vengono- interrotte le comunicazioni telefoniche del triangolo Verruca – Vorno – Agnano con 1′ asportazione del filo.

30 agosto 1944 – Da una squadra volante del 2° Settore viene attaccata nella notte una retroguardia tedesca che si ritira attraverso i monti sopra Tre Colli. I nazisti ai primi colpi, fuggono abbandonando nelle nostre mani tre muli, due biciclette, zaini, viveri e munizioni.

1 settembre 1944 –
Nella notte la squadra comando del 1° Settore prende contatto nelle vicinanze di Asciano con le avanguardie americane avanzati e in seguito a richiesta del com/te del battaglione, una nostra pattuglia viene inviata fino verso Rigo li in servizio di- guida.

1 settembre 1944 – Nella mattinata elementi del 1° e 3° settore si trovano a contatto cogli ultimi elementi tedeschi che abbandonano Pisa. Dopo uno scambio di raffiche i tedeschi si allontanano nei campi dove vengono successivamente rastrellati da pattuglie americane.

1 settembre 1944 –
In unione a forze della polizia americana una nostra squadra attacca la caserma dei carabinieri repubblicani di Porta Nuova dove si era trincerato un maresciallo al servizio dei nazifascisti. Rimaneva leggermente ferito il partigiano Ciacchini Eco. Il sottufficiale repubblicano veniva arrestato dalla polizia americana.

1 settembre 1944 –
Muovendo verso le pattuglie alleate una squadra del 2° Settore di Molina di Quosa si incontrava con alcuni soldati tedeschi che dopo breve sparatoria fuggivano lasciando armi sul terreno.

2 settembre 1944 – Il Comando del Settore di Molina di Quosa si metteva a disposizione delle avanguardie alleate fornendo utili informazioni sulla ubicazione di campi minati e delle batterie tedesche a Nozzano e Balbano (Lucca) ricevendo un elogio dal com.te americano Colonnello Daughef. Nei giorni successivi partigiani dello stesso settore guidarono pattuglie americane in ricognizione sui monti partecipando a scontri per il passaggio del Fiume Serchio. In uno scontro rimase, ferito il partigiano Omnis Franco.

Durante tutto il periodo di vita dei Distaccamento fu svolta attività di sabotaggio mediante esplosivi. Furono sottratte mine, ai ponti di Ripafratta, che i tedeschi ricollocarono ponendovi a guardia un presidio di SS. A Molina di Quosa fu asportato del materiale di casermaggio dei Magazzini della Tetd.
A S. Giuliano Terme, in una notte, furono prelevate armi dalla caserma dei carabinieri repubblicani
Fu svolto un accurato servizio di informazioni nella zona di Calci, Uliveto e nella Val di Serchio. Tali informazioni furono trasmesse al Comando Alleato oltre Arno.
Il Distaccamento si è sciolto nei primi giorni di settembre.

Pisa, 10 marzo 1945

IL COMANDANTE DELLA FORMAZIONE
(Cecchini Ilio)

ARMI E MUNIZIONI IN DOTAZIONE

– 3 mitragliatrici Breda 37
– 1 mitragliatore Breda 30
– 19 fucili modello 91
– 127 moschetti
– 5 mitra Sten
– 5 mitra Berretta
– 2 casse bombe a mano
– alcune pistole

– 1 mitragliatrice Breda 37 fu catturata dal nemico nello scontro del 10/8/1944.
– 1 mitragliatrice Breda 37 fu resa inutilizzabile.
– 1 ” ” ” fu lasciata al gruppo dei russi e terchestani che tentarono il passaggio dell’Arno nella seconda metà d’Agosto.

Il rimanente armamento, salvato, fu consegnato al comando del C.I.C. in Pisa ai primi di Settembre.
Il materiale di equipaggiamento (tende, coperte, e vestiario) era in parte di proprietà personale ed in parte catturato ai tedeschi e repubblichini. Parte di esso è andato perduto nei vari scontri e nei trasferimenti.

 

FONDI


I fondi provenienti dal C.N.L. sono stati distribuiti alle famiglia dei patrioti più bisognosi durante il periodo di permanenza nella banda. Trattasi peraltro di poche migliaia di lire.



DISTRIBUZIONE DI OPERE MILITARI


– Linea comunicazione telefonica Lucca – S. Maria del Giudice – Asciano
– Linea comunicazione telefonica Lucca – Santallago – Calci
– Osservatorio tedesco sulla punta di Agnano

 

ELENCO NOMINATIVO DEI MORTI, FERITI E DISPERSI



MORTI

1 – BARACHINI Paolo classe 1925 PISA – deceduto il 24/07/1944
2 – CAPOCCHI Pirro classe 1920 PISA – deceduto il 24/07/1944
3 – PAUL ( russo ) – ” 10/08/1944
4 – un soldato turchestano – ” 10/08/1944

FUCILATI
In seguito ad una feroce reazione tedesca, i seguenti attivi collaboratori :

1 – GERESCHI Livia
2 – PALLONE Oscar
3 – ROVENTINI Massimiliano

FERITI

1 – CONTI Gianfranco classe 1925 – PISA – il 24/07/1944
2 – GIACCHINI Eco  – PISA – il 02/09/1944
3 – PARDINI Giorgio – S. Giuliano – l’ 01/08/1944
4 – OMNIS Franco  – Cagliari – il 05/09/1944

DISPERSI

N° 6 soldati turchestani nel tentativo di passare l’Arno nella seconda metà di Agosto

 

RIEPILOGO PERDITE SUBITE

Morti : N° 4 di cui uno turchestano ed un russo
Feriti : N° 5
Fucilati : N° 3 attivi collaboratori sempre a contato con la formazione
Dispersi : N° 6 turchestani


Commenti

  • Maria Antonia pizzoleo  On 21 agosto 2013 at 21:30

    Il 24 luglio 1944 ad Asciano anche la mia sorella fu uccisa proprio vicino a Mirteto con una fucilata alla testa eppure c’è voluto che mia madre con costanza avesse richiesto che almeno il nome di mia sorella fosse aggiunto a quello dei caduti nella chiesa di Santa Caterina

    • Samuele  On 23 dicembre 2013 at 14:50

      Ciao Maria,
      Anche tua sorella era sfollata nella Valle delle Fonti? Come mai nessuno ha aggiunto il suo nome tra le persone decedute?

      • Simona  On 26 novembre 2015 at 21:54

        La sorella della signora è la povera Iolanda Pizzoleo, di soli 9 anni, caduta sotto il fuoco incrociato dei partigiani e dei tedeschi.
        La sua morte è purtroppo passata “inosservata”, forse a causa della sua condizione di “sfollata”, che fece sì che non la si mettesse nè nel novero dei caduti ascianesi, nè in quello dei pisani.
        Anche sulla lapide di Piazza della Rimembranza in Asciano, il suo nome appare aggiunto successivamente.

  • Maria Antonia Pizzoleo  On 25 febbraio 2016 at 19:17

    Il nome della mia sorella é passato inosservato finché non ho partecipato alla commemorazione di Paolo Barachini e Pirro Capocchi nel 2013 Sentii raccontare i fatti di quel maledetto giorno il 24 luglio ed allora con grande foga dissi che la mia sorella non era morta come si era fatto credere, per la scheggia di una cannonata ma per una fucilata e raccontai anche quello che successe in seguito sfogando tutto il mio sdegno per quello che avevo visto e subito in quella chiudenda accanto alla casa di Menno.

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